11/03/2018
Auto Diesel, il bando dalle città

Ormai a quando pare i motori a Diesel hanno i giorni contati sono notizie per lo più provenienti dagli Stati Uniti e riprese in Europa, accompagnate da annunci che suonano come campane a morto per il Diesel.

Tutto ha inizio con il Dieselgate, lo scandalo del software Volkswagen che taroccava le emissioni di alcuni modelli a gasolio. I tedeschi ammettono, terremotano i vertici, richiamano le auto, e annunciano unacambio verso l’elettrificazione. Non è un brusco addio al Diesel, ma è una ma ci stiamo spostando più a favore di una mobilità più sostenibile. Ma il Dieselgate sbatte sul banco degli imputati non solo la Volkswagen ma anche Toyota, partita vent’anni fa, è molto avanti sulla strada dell’elettrificazione; l’alleanza Renault-Nissan occupa da tempo lo spazio dell’elettrico puro. Partono le contromisure, gli annunci di uscita dal Diesel, dalla Volvo alla Mercedes (che il motore a gasolio l’ha inventato), a FCA.

Il sindaco di Parigi Anne Hidalgo annuncia l’intenzione di bandire il Diesel entro il 2020. Come Londra e Barcellona. La Norvegia ha da tempo fissato al 2025 il «fine vita» delle auto a gasolio. Mentre Virginia Raggi, sindaca di Roma, dice che bloccherà le auto a gasolio in centro dal 2024. Allora c’è da chiedersi se sia ancora ragionevole comprare un’auto a gasolio.

Nei primi due mesi del 2018 le auto a gasolio immatricolate in Italia sono il 55,8% delle vendite. Nel 2017 sono il 56,4 (su oltre 1 milione e 970mila immatricolazioni). Nel 2016 sono il 57 (su oltre 1 milione e 825mila vendite). La flessione è leggera, ma c’è.

Ci resterà da scegliere tra GPL, metano, ibride o auto elettriche. Proprio quest’ultime hanno un solo motore elettrico. Con la batteria, più o meno potente, ricaricabile alle colonnine su strada o nel proprio box. Il mercato, in Italia, è roba da 0,1%: 1.965 veicoli l’anno scorso, ma con un aumento del 43% rispetto all’anno precedente. Nei primi due mesi dell’anno le elettriche immatricolate sono state 506, contro le 308 dello stesso periodo 2017: +64,3%. Le colonnine di ricarica sono ancora aghi nel pagliaio, ma sia pure con il contagocce stanno arrivando. Mentre l’evoluzione tecnologica produce batterie sempre più leggere, compatte e potenti. Che forniscono una maggiore autonomia: oggi il traguardo dichiarato è di 400/500 km. Che si ricaricano in minor tempo. Resta il fatto che già oggi per chi viaggia in città o nelle vicinanze l’auto elettrica è una soluzione. Le tariffe di ricarica sono competitive, grazie all’assenza di accise. Ci si può fare installare, con circa 700 euro, un wall box per la ricarica nel proprio garage.

FONTE: http://motori.corriere.it/motori/attualita/cards/auto-diesel-conviene-ancora-comprarle/diesel-giorni-contati_principale.shtml

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