11/11/2017
Divieto di fumo in auto
Vietato fumare in auto: dal 2 febbraio 2016 è legge. Il ddl presentato al Senato l’anno scorso ha trovato la sua strada e si allinea alla direttiva 2014/40/UE sui prodotti del tabacco. Bisogna specificare subito una cosa: il fumo è vietato solo in presenza di minori e donne in gravidanza. La multa? Può arrivare fino a 500 euro.
Il presidente del Codacons Carlo Rienzi nel 2015 aveva commentato con i dati: il 15% degli incidenti stradali dovuti a una distrazione, la cui media arriva a 11,5 secondi mentre ci si accende o si fuma una sigaretta. Quasi dodici secondi dove tutto può accadere, insomma. Basta uno sguardo in meno e un incrocio in più, a ben pensarci.
Nonostante il disegno di legge n. 1902 puntasse a modificare il Codice della Strada per il fatto di vedere nella sigaretta una fonte di distrazione, alla fine la legge si è convertita in una contravvenzione atta a difendere categorie molto sensibili.
Fumare nell’abitacolo dell’auto è dannoso: non solo per chi fuma, ma anche per la salute dei passeggeri, soprattutto dei bambini, che sono costretti a respirare un fumo passivo concentrato. In questo caso l’Inghilterra ha fatto una grande campagna di sensibilizzazione, e da diversi anni le auto sono smokefreein presenza di minori.
Ma anche in Italia la notizia ha raccolto l’interesse dei medici, soprattutto dei pediatri. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale avvisa: l’esposizione al fumo passivo ha effetti negativi sulla salute dei bambini che restano i soggetti da tutelare, insieme alle donne in stato di gravidanza.
Il divieto di  cui al comma 1  è esteso al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.
Le sanzioni

Le sanzioni sono disciplinate dall’articolo 7 della legge 11 novembre 1975,  n.  584, aggiornata dall’articolo 52, comma 20, della legge 448 del 2001: i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 250; la misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini. 

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